Odo profodamente i primi capitoli della mia FanFic,
sono decisamente scritti male rispetto a quelli successivi.
Anyway, ecco il terzo capitolo.
Grazie a chiunque abbia letto.
Every time she’s down , she knocks my door and tells me…
Jho you’re a star. 3. Love and reclusion La casa era alta e spigolosa, di un colore molto simile al verde ma che tendeva al marrone.
Era strutturata come una specie di ventaglio semichiuso e ogni spigolo era percorso da delle finestrelle strette. Cy si diresse verso il portone di legno massiccio. Ad aprire fu una donna molto bella, dai capelli corvini e gli occhi di un grigio brillante. Nessuno avrebbe mai detto avesse 40 anni. Il viso era ancora quello di una ragazzina, e il sorriso splendeva di denti bianchi e drittissimi.
-oh, ciao Cinzia! Entra! Come va?-
-Buonasera, Denise! Scusa per l’ora mi rendo conto è un po’ tardi ..-
-Oh ma non ti preoccupare!- sorrise Denise – Ci mancherebbe pure che disturbassi, ormai sei di casa!-
Mentre percorrevano il corridoio in parquet ,Cy non potè fare a meno di stupirsi per la bellezza di quella casa. C’era stata tantissime altre volte, eppure notava sempre qualche particolare che le era sfuggito. Le pareti erano tinteggiate di rosso brillante e nero cupo, e tutt’intorno era un fiorire di statue e quadri. Il grande salone era stato arredato con cura ed ogni dettaglio emanava una ricercata naturalezza. Denise era sempre stata una donna creativa. I quadri dell’ingresso li aveva dipinti lei stessa così come le sculture erano tutte opera sua. Cy l’aveva sempre ammirata. Era una donna straordinaria, la sua forza era straordinaria. D’altra parte crescere un figlio all’età di vent’anni richiedeva non poca volontà. Dall’arco che portava alla cucina uscì un uomo abbastanza affascinante. Aveva i capelli castani raccolti in una coda dietro la testa, e grandi occhi scuri.
-oh, ma che sorpresa la mia piccola cantante ! –
-ciao, Claudio!-
Claudio era il gestore di un piccolo locale, “ il Rookie of the year”. Per gli ultimi tre mesi era rimasto chiuso per ristrutturazione, fatto per il quale Cy aveva più volte ringraziato la sua buona stella, almeno non si era trovata a dover debuttare nel suo stato “ zombesco” .
-mia cara, capiti proprio a fagiolo! Ti annuncio ufficialmente che a Dicembre il Rookie riaprirà i battenti!-
Cy fu travolta dalla gioia .Aveva una voglia dannata di cantare. Per troppo tempo la sua voce era stata soffocata.
-Mi auguro che gli star- cross’d siano pronti per allora!-
-Puoi contarci! Siamo nati pronti!-
-Lo so, lo so il mio caro J me lo ricorda tutti giorni!-
-sono venuta appunto per parlare con lui, è in casa?-
-certo cara!- rispose Denise- Sta in camera sua, vai pure!-
Dalla porta nera proveniva una dolce melodia. Il suono del basso si diffuse per tutto il corridoio, e Cy non potè far a meno di provare un brivido. Nessuno sapeva trasmettere emozione come Jhonny. Tutto in lui era musica. A guardarlo da lontano qualcuno avrebbe potuto dire che fosse” perfetto” . Ma Cy lo conosceva, e sapeva che non era perfetto, era semplicemente speciale. Sin da quando erano bambini Jhonny era stato l’amico più vero che avesse mai avuto. Lui c’era sempre, Era una certezza. Con la sua sincerità disarmante, la sua serietà, la sua passione, il suo essere semplicemente “ Jho”. Ogni volta che si sentiva depressa Cy bussava alla sua porta. E un'altra volta la scena si stava per ripetere.
-hey? Hai tempo per una ragazza dispiaciuta?-
-ho tempo per una ragazza che vuole ascoltare- Jhonny posò il basso sul letto, non era sorpreso di vederla là.
-Mi dispiace per stamattina. Non voglio più litigare. Non mi va più di star male-
-E allora non farlo , semplicemente-
-Non è facile controllare le mie emozioni, non sono mai stata brava in questo.-
-Nessuno può controllare le emozioni, al massimo è un bravo attore!- disse Jho- ma tu non sei brava nemmeno a fingere. Lo vedo chiaramente che non stai meglio di come stavi ieri o sta mattina.-
-No. Infatti. Però adesso mi sono stancata davvero. Ho passato troppo tempo vivendo come se non fossi affatto viva, perciò ricomincerò da stasera.-
Jhonny sorrise. Forse finalmente le cose sarebbero andate meglio, almeno per lei.
-Lui non se n’è andato perché tu non sei speciale o perché non né valeva la pena. Ha semplicemente scelto.- voleva affrontare l’argomento una volta per tutte, e lasciarselo alle spalle.
-Non è il fatto che se n’è sia andato, è come se n’è andato.-
Cy ricordava quella sera come se fosse ieri.
Carlo. Mentre scarabocchiava su un quaderno, Cy non si era nemmeno accorta di aver scritto più volte quel nome. Non riusciva a pensare ad altro se non a quegl’occhi neri così profondi da farle quasi paura, gli stessi che la guardavano dal display del cellulare, gli stessi che avrebbe visto di lì a poco. Era innamorata. Per la prima volta. Si sentiva quasi volare, quello era stato l’anno più fantastico della sua vita. Si, senza dubbio era stato fantastico, lui era fantastico. Era un artista. Cy guardava il piccolo uccello in plastica sulla sua scrivania. L’aveva fatto lui. Era dipinto con colori accesi e il buffo becco picchiettava su e giù attaccato alla molla del collo. Era un oggetto davvero curioso ed originale, con il quale Carlo aveva vinto numerosi concorsi d’arte, presentandone versioni sempre diverse.
Quello che Cy guardava, portava incisa sull’ala destra una frase “ i’ve learn to fly”.
All’improvviso il cellulare squillò. Era giù che l’aspettava. Col sorriso stampato sulle labbra Cy prese la giacca e si precipitò giù per le scale.
-ciao ‘more!- gli schioccò un bacio sulle labbra, mentre gli arruffava i capelli già disordinati di per sé.
-Amore. Senti siediti, dobbiamo parlare.- confusa si sedette con lui sull’uscio della porta.
-Io.. io ti devo dire una cosa- oh no. non poteva essere nulla di buono. Lui era agitato , eppure sembrava saper bene le cose da dire, come se si fosse preparato più volte a quel momento. – in realtà avrei dovuto dirtelo molto tempo fa.-
Cy aveva sempre più paura.
-all’ultimo concorso, un curatore new yorkese è rimasto molto colpito dai miei lavori. Mi ha proposto uno stage di anno, a New York,e poi chissà, potrei avere una mostra tutta mia, proprio lì!- Cy non sapeva come sentirsi o cosa dire. Era una bella notizia, quello era stato il suo sogno da sempre! Non poteva dare spazio a tutte quelle paure che l’avevano assalita all’improvviso.
-whoa.. non ho parole….amore! È bellissimo, avrai un sacco di opportunità!e tu ci andrai?-
-si- panico.
- E.. quando dovresti partire?-
- domani .- Fu un attimo. Tutto intorno diventò estremamente pesante.
-Do…domani?- Cy non capiva – ma è uno scherzo? Insomma non mi fa ridere, domani, è..è troppo presto! Io… da quanto lo sai?-
Carlo si fissava le mani, imbarazzato. – in realtà, l’ho saputo il mese scorso-
-cosa?sai da un mese di dover partire dall’altra parte del mondo, e non mi dici niente? Ma ..ti importa qualcosa di me?- non si era nemmeno accorta di stare piangendo. Aveva iniziato a urlare.
-IO CONTO QUALCOSA PER TE?? COME HAI POTUTO FARMI UNA COSA SIMILE??-
Carlo sapeva che la sua reazione sarebbe stata violenta. Sapeva di farle del male, eppure aveva solo voluto evitare la parte peggiore.
-amore,ascolta amore- disse mentre la prendeva per le spalle – io.. io non volevo rovinare il tempo che ci rimaneva. Lo sai, quanto la nostra storia sia importante. È speciale! Se ti avessi detto che avrei dovuto andar via un mese fa, probabilmente avremo passato l’ultimo periodo a litigare, a rattristarci..invece io volevo che tutto restasse così com’era , perfetto! Volevo che ci vivessimo fino alla fine”
-SE AVESSI VOLUTO VIVERMI FINO ALLA FINE COME DICI TU, NON MI AVRESTI TIRATO SCEMA PER TUTTO QUESTO TEMPO!-
-Io..- Carlo non poteva gestire quella situazione. Non poteva fare altrimenti. Forse era destino che si separassero. Si, era doloroso ma il tempo avrebbe messo apposto ogni cosa. Quello che Carlo non sapeva è che il tempo spesso scorre troppo lentamente.
-Io.. non ho mai voluto prenderti in giro. Lo sai, ti..-
-NON DIRLO! NON DIRE CHE MI AMI, NON OSARE DIRE CHE MI AMI!-
Cy non capiva. Tutto intorno aveva preso a bruciare intensamente, le parole le uscivano dalla bocca senza che lo volesse così come le lacrime che le rigavano il viso.
-So che adesso fa male, è così anche per me. Ma credimi, è stata la cosa migliore. Abbiamo già avuto il meglio, ma ora è finita. Ogni fine ha un inizio, tu ricorda il nostro e dimentica questo momento. – lei stava così, avvinghiata alle ginocchia e la testa bassa. Le avrebbe potuto far male con una sola carezza. – domani, non mi cercare. Non rendiamo tutto ancora più doloroso –
-Resta con me…- era tutto quello di cui aveva bisogno. Un bisogno più forte del suo orgoglio testardo.
-No Cy. Io ho già scelto.- Era il suo addio. – ricorda.. ho imparato a volare .-
Nel buio della stanza Cy poteva sentire il suo respiro. Ma questo non voleva dire che stesse respirando. Il suo cuore batteva , batteva solo per lui. Batteva , batteva solo per lui.
Il suo cuore batteva ed era solo suo. Ma lui era già troppo lontano per sentirlo.
Ritrovarsi nella stanza di Jhonny fu come svegliarsi da un sogno.
-Cy, è stato vigliacco, è stato scorretto ma è passato. Impara a conviverci e buttatelo alle spalle. Ricordati quello che ti dico , il tuo futuro e nelle tue mani devi dipingerlo su gli stessi ricordi che ti hanno fatto odiare la vita. Te lo dico per esperienza personale .- Lo sguardo di Jho si incupì.
-So che tu capisci più di chiunque altro Jho, per…Apu-
-Sai, la differenza è che Carlo se n’è andato per inseguire un sogno. Lei se n’è andata e basta. E non ha detto una parola .- la voce di Jho era più cupa che mai. – ma questo è il passato. Noi non viviamo nel passato, se così fosse non vivremo affatto . - improvvisamente i suoi occhi brillarono nuovamente. Era passato tanto tempo , sapeva convivere con i ricordi.
-comunque.. Claudio ti ha dato la notizia?-
-si! È meglio se ci diamo da fare, siamo rimasti, ehm.. un po’ fermi.-
-chissà per colpa di chi! dai, vedi di spaccare tutto per farti perdonare. Sto già lavorando su nuove canzoni. Cerca di metterti al lavoro..-
-si padrone- era di nuovo la sua Cy.
-Vuoi un passaggio?-
-No, ho preso in ostaggio la macchina di mia madre!-
-Oi oi non invidio i poveretti che incontrerai per strada- Cy non era proprio un asso alla guida.
-Ah ah ah, simpatico! Guarda che sono migliorata tantissimo, è tre mesi che non tampono nessuno!- erano tre mesi che non guidava, ma questo era un dettaglio.
-Ora vado o mia madre mi ucciderà se non riportò la macchina.Buonanotte Jho!-
-Buonanotte Grindhouse-
Mentre saliva in macchina Cy pensò che forse tutte le cose stavano tornando al loro posto , proprio come diceva Dani. Mise in moto. Quegl’occhi neri apparivano sempre più sfocati e lontani nella sua testa. Jhonny abitava in una zona abbastanza centrale, e molto trafficata sebbene fossero già le 22. Mille pensieri le affollavano la testa. Occhi neri lontani, le parole di una canzone, un sorriso dimenticato, le luci della strada e… due fari luminosi che la accecarono.. ebbe giusto il tempo di scorgere la macchina nera correre dritta contro la sua. Fu un attimo.
CRUSHCRUSHCRUSHYou Treat Me Just Like Another Stranger,
Well,is nice to meet you SIR!
